Archivio tag: shoah

il racconto di un racconto

Il mese scorso sono stata selezionata tra i semifinalisti di 8×8 Un concorso letterario dove si sente la voce [qui potete scaricare e leggere il mio testo, La colomba bianca, insieme a quelli degli altri scrittori]. Avevo letto il bando in autunno, bastava mandare un racconto che non superasse le 8000 battute e aspettare. In quel periodo, per motivi che non sto qui a spiegarvi, era riemersa dal doloroso oblio famigliare la storia di mia nonna, Dina Sacerdoti, che ai primi di dicembre del 1943 aveva evitato per un soffio la deportazione ad Auschwitz, e quella di suo padre Renzo, il mio bisnonno, che invece non ce l’aveva fatta ed era scomparso nel campo di sterminio. Continua a leggere

daniel mendelsohn, gli scomparsi e i sopravvissuti

L’ho preso al volo in libreria l’estate scorsa, a fine agosto, il giorno prima di partire per le vacanze. Ne avevo sentito parlare, ma confesso di averlo scelto soprattutto per le molte pagine: i libri lunghi mi sembrano rassicuranti, perché mi pare che abbiano più cose da dire [non è vero, naturalmente].
Autosave-File vom d-lab2/3 der AgfaPhoto GmbHSulle prime non lo capivo: troppi nomi, troppe storie, forse. E tuttavia all’improvviso, da un momento all’altro, la vicenda di questo scrittore americano, appassionato di alberi genealogici, anzi del proprio albero genealogico, e che da anni ricostruisce la storia della sua famiglia ebrea, originaria di «una cittadina chiamata Bolechow […] situata in una località remota un tempo appartenuta all’Austria, poi alla Polonia e a chissà quanti altri paesi», be’, questa vicenda mi ha davvero rapito.
Sì, perché la famiglia della madre di Daniel, gli Jäger, ai primi del Novecento è emigrata negli Stati Uniti. Sono tutti lì, a New York, i discendenti, oppure, soprattutto gli anziani, in Florida. Tutti eccetto uno zio della madre, ovvero un fratello del nonno, l’unico che aveva infine deciso di rimanere a Bolechow: zio Shmiel. E quando scoppia la guerra, cioè la Seconda guerra mondiale, e arrivano i tedeschi, di zio Shmiel, di sua moglie Ester e delle quattro figlie, Lorka, Frydka, Ruchele e Bronia, si perdono le tracce. Continua a leggere