il refuso nell’occhio

In un precedente post vi parlavo dell’importanza della scelta delle parole, anche e soprattutto delle singole parole, quando si traduce un testo. E per fare degli esempi vi citavo un 075_IR43_2014-3articolo in cui avevo notato due bizzarri errori di traduzione. La cosa che sempre mi incuriosisce e mai mi spiego, degli errori di traduzione, è che in genere saltano immediatamente all’occhio di chi legge. E allora perché mai, noi che stiamo traducendo, li facciamo?

Tanto per darvi un’idea di quello di cui sto parlando, ecco una delle due sviste di quell’articolo: se vi ricordate si parlava di surf alle Hawaii, e l’autore, descrivendo la maestria di un surfista, dice:
“and [he] soon emerged as one of the best surfers of his generation, with a fluid, ambidextrous style […]”.
E la traduzione: “si impose rapidamente come uno dei surfisti migliori della sua generazione, grazie a uno stile fluido, ambidestro […]”.
Non notate niente di strano? Io non so che cosa sia uno stile ambidestro, ma so che il secondo significato della parola inglese ambidextrous è versatile. Voi potreste a questo punto obiettare che un individuo ambidestro è certamente versatile, ed è anche vero, tuttavia il termine ambidestro purtroppo non è versatile come il corrispettivo inglese.

Il secondo errore è più sottile, e investe un aspetto fondamentale del nostro lavoro, cioè quello della competenza. Noi traduttori ci troviamo spesso alle prese con le discipline più disparate, e il rischio di non azzeccare il termine appropriato talvolta è davvero alto.
In questo caso si parla di tavole da surf:
“The newcomers rode lightweight boards […] outfitted with fins so they could be turned easily”.
Traduzione:
“I nuovi arrivati surfavano su tavole leggere […] munite di pinne per poter essere capovolte facilmente”.
Anche qui appare evidente la mancanza di senso: perché si dovrebbe poter capovolgere facilmente una tavola da surf? Non è che forse l’autore intendeva dire che le pinne favoriscono  la virata?
Allora io mi domando, senza trovare risposta: perché se gli errori celano, e insieme esprimono e introducono nella traduzione un elemento illogico, noi che li commettiamo spesso non ce ne accorgiamo?

Io so a che cosa starete pensando a questo punto, e cioè che parlo sempre degli errori e delle sviste degli altri, mai dei miei. In effetti ne faccio un bel po’ anch’io, e prima o poi scriverò di qualche magra figura, ma sapete com’è, non vorrei che qualcuno degli editori per cui lavoro leggesse il post.

Un pensiero su “il refuso nell’occhio

  1. Lidia Capone

    Non potrò mai dimenticare la sensazione di disorientamento provata in epoche ‘non sospette’ (avevo 15 anni) di fronte all’insensatezza di una battuta del film Footlose pronunciata da un ragazzo con aria di cospirazione: “Stasera vado al concerto della polizia”. Il concerto della polizia sarebbe stato un raduno ‘simil-‘carbonaro’? Ma scherziamo? Forse il traduttore ignorava l’esistenza dei Police? Un segno di imperdonabile ignoranza musicale, dato il periodo. Beh, i miei anni verdi sono passati da un pezzo, ma quella madornale svista mi è rimasta impressa …

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