Archivio della categoria: comunicazione e media

le parole sbagliate

“Hotel si scrive con una l. Lo so. L’ho visto in un libro, quindi sono sicurissimo”.
Karl Ove, Knausgård, L’isola dell’infanzia

Tra le tante storie che mio padre raccontava a me e ai miei fratelli quando eravamo piccoli, c’era quella di Mitridate re del Ponto il quale, nel timore di venire avvelenato dai nemici, si fece somministrare dal proprio medico, praticamente per tutta la vita, un cocktail di sostanze tossiche in dosi sempre maggiori, in modo che il suo organismo si abituasse e ne divenisse immune. Il trattamento ebbe un tale successo che quando infine il re decise di suicidarsi fu costretto a farsi trafiggere con una spada, perché i veleni non avevano più alcun effetto su di lui. Dal nome di questo fantastico personaggio, uomo tra l’altro coltissimo e poliglotta (a quanto pare conosceva almeno una ventina di lingue), deriva il termine mitridatismo, ovvero l’assuefazione al veleno. Continua a leggere

parigi, 13 novembre: l’informazione e il suo controllo

Gli attentati di Parigi di venerdì scorso (era il 13 novembre) offrono uno spunto per fare qualche osservazione sul modo in cui viene percepita, conosciuta e narrata la realtà nel tempo dei social network, cioè il nostro.
Quella notte, e la mattina successiva, sabato 14, le nostre pagine facebook e twitter parlavano quasi esclusivamente di quello che era accaduto poche ore prima, perché noi, così come i nostri contatti, avevamo pubblicato articoli, foto, filmati, e poi anche molti post con le nostre opinioni, impressioni e idee su Parigi.Banksy_CLAIMA20130627_0181_14

Vi ricordate i fatti di Genova, quel famigerato G8 del luglio 2001? In quel periodo non avevo la televisione, e seguii le cronache del famoso e violento corteo del 20 luglio, l’uccisione di Carlo Giuliani e l’assalto alla scuola Diaz nella notte del 21 luglio, unicamente attraverso la radio. Continua a leggere