Archivio mensile:marzo 2016

il racconto di un racconto

Il mese scorso sono stata selezionata tra i semifinalisti di 8×8 Un concorso letterario dove si sente la voce [qui potete scaricare e leggere il mio testo, La colomba bianca, insieme a quelli degli altri scrittori]. Avevo letto il bando in autunno, bastava mandare un racconto che non superasse le 8000 battute e aspettare. In quel periodo, per motivi che non sto qui a spiegarvi, era riemersa dal doloroso oblio famigliare la storia di mia nonna, Dina Sacerdoti, che ai primi di dicembre del 1943 aveva evitato per un soffio la deportazione ad Auschwitz, e quella di suo padre Renzo, il mio bisnonno, che invece non ce l’aveva fatta ed era scomparso nel campo di sterminio. Continua a leggere

due o tre cose sulla traduzione di narrativa non fiction

Più o meno un paio di anni fa ho avuto uno scambio di battute (credo su facebook) con un recensore sul fatto che nel suo articolo sul “Venerdì” di Repubblica dedicato a London Calling del mitico Barry Miles, che avevo tradotto nel 2012 per Edt, non avesse citato il mio nome. Si era nel pieno della campagna che i traduttori portavano avanti per il riconoscimento del proprio lavoro anche mediante la citazione del nome nelle recensioni. In quell’occasione il recensore (che è tra l’altro un piuttosto noto scrittore italiano) si era giustificato dicendo che – non trattandosi di narrativa, cioè di letteratura in senso stretto (ma in effetti quanto di ciò che definiamo narrativa lo è?) – il traduttore in fondo non era così importante. Io ci ero rimasta male, non tanto per la mancata botta di autostima (il fine della campagna ovviamente non era quello), ma perché ancora una volta si relegava, e da parte di una persona del mestiere, la traduzione della narrativa non fiction al ruolo di sorellastra minore (e povera, per giunta) nel vasto mare della traduzione letteraria. Continua a leggere